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ARCHINDÒ

for violino concertante and string orchestra
degree of difficulty of the violinist's part: medium-high
degree of difficulty for the orchestra: medium-high
duration: approx. 12’
year of composition: 2000
Work property of the author
(the parts can be hired out)
WORK REGISTERED AT SIAE (Italian Authors and Publishers Association)


Distesa su tredici fitte pagine (ogni pagina comprende quattro accollature di sei pentagrammi ciascuna) la forma di Archindò si materializza a decorrere da una serie “melodica”. La prima nota è Do seguita dalle altre qui accanto esposte: Do, Reb, Mib, Solb, Sib, Fa, Si, Mi, Do. La, Si, Sib. La ridondanza del Do – prima nota della serie – suggerì il titolo del pezzo. La serie consta di 11 coppie contigue d’intervalli, ciascuna delle quali subisce, rispetto alla precedente, un incremento di semitono. Si genera così una gamma d’intervalli che va dalla seconda minore (Do-Reb) alla settima maggiore (Si-Sib). Questa particolarissima serie fu ripetutamente usata dall’autore per scrivere numerose composizioni.


La parola “serie” evoca sgomentevoli spettri di lugubri composizioni cariate da eccesso d’intellettualismo. È d’altra parte innegabile che se l’adozione della serie non garantisce alcunché è altrettanto innegabile che non impedisce alcunché. Similmente all’utilizzazione di un qualsiasi altro codice. La qualità di una composizione non è infatti rinvenibile nei mezzi usati ma nel modo in cui quei mezzi sono utilizzati.
Un’introduzione perdura sino alla misura 33 compresa. Ad ogni nuova apparizione la serie è fatta decorrere dalla nota immediatamente successiva a quella dalla quale decorse l’apparizione precedente. Ogni apparizione è preceduta da un “ritenuto” e sancita da un “a tempo”. Questa tecnica di slittamento fornisce ottime occasioni all’invenzione sia per l’introduzione che per l’intero pezzo. Nel corso dell’introduzione le cinque parti dell’orchestra d’archi suonano sempre “sul ponticello”, con la modalità “tremolo libero” e “glissando”. Non così il violino concertante.
Alla battuta 34 inizia l’episodio successivo nel quale l’orchestra d’archi, in contrasto con la precedente introduzione, adotta una sistematica omoritmia con la quale dialoga il violino concertante.


Alla misura 75 e sotto un prolungato e acutissimo armonico del violino concertante hanno inizio le sincronie “in tremolo libero” dell’orchestra d’archi. Esse non sospendono il loro incedere anche quando il violino concertante esibisce segmenti di serie in ottave sciolte. Questo nuovo episodio si prolunga sino alla battuta 126 (esclusa) a partire dalla quale inizia un fantasmagorico crescendo e accelerando che corre vertiginosamente verso l’epilogo similmente alle rapide che precedono una grande cascata.