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TORNELLI II

per oboe e pianoforte
grado di difficoltà della parte oboistica: medio
grado di difficoltà della parte pianistica: medio
durata: 10’ ca.
anno di composizione: 1981
I esec.: Roma, Accademia Italiana di Mus. Cont., 5.12.1984,
ob. A. Franceschelli, pf. C. A. Neri
New York, Cuny Graduate Center, 23.4.1985
inoltre Queens College e New York University
ob. A. Franceschelli; pf. C. A. Neri
Edizioni Suvini Zerboni, Milano
esiste la registrazione RAI di una esecuzione avvenuta a Pesaro
OPERA DEPOSITATA ALLA SIAE


I Due Tornelli esemplificano una caratteristica della scrittura di Anzaghi prevalente sino alla svolta del 1984: la predilezione per un aura onirica, priva di contrasti: Con Halpith per flauto solo, composto nel 1984, ha infatti inizio una nuova fase caratterizzata dall'adozione di un codice numerico - di ascendenza pitagorica - e da una scrittura ricca di gesti strumentali di chiara fisionomia, inseriti in un contesto di accentuata dialetticità. In precedenza l'autore aveva prediletto le atmosfere attonite, testimoniate da composizioni come Soavodia, per clarinetto e pianoforte, Mitofania, per ensemble, Aur'ore, per coro e orchestra, ecc.

In Tornelli, così come in altri pezzi della stessa stagione poetica, sembra di avvertire quell’aura svagata ed erratica che connota la poetica di G. F. Malipiero. L’oboe intona errabonde melodie sospinte verso il registro più acuto dello strumento. La negligenza per le strategie formali orientate concorre a imprimere ai Tornelli quella fisionomia di stornelli quali è dato udire nei meriggi estivi d’una campagna assolata: a perdita d’orecchio.