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TINUM

per pianoforte solo
grado di difficoltà: medio-alto
durata complessiva: 8' ca.
anno di composizione: 2012
(opera di proprietà dell'autore)
OPERA DEPOSITATA ALLA SIAE

 

Se fosse dato affidare ad una metafora il senso di Tinum essa sarebbe rinvenibile in En attendant le néant. Per una cospicua parte del brano - quella iniziale - brevi, brevissimi segmenti pianistici interrogano invano il silenzio: metafora del Nulla metafisico. Ovvia l'assenza di risposta alcuna.
Il dialogo è dunque un monologo coatto. Tinum - brano pianisticamente impegnativo - scruta a lungo l'impassibile silenzio con domande reiterate, disperate. Il Nulla non contraddice sé stesso e affida al silenzio il suo numinoso esserci.
L'aggrondato interlocutore del Nulla si deve rassegnare. Ma la rassegnazione non è foriera di calma. L'innominato non soccombe al silenzio ma declama drammaticamente la propria impotenza pronunciando incalzanti parole di sgomento e ribellione.
Tinum non è alla portata di ogni pianista. Dell'interprete impegna la tecnica, la retorica e un vertiginoso pianismo terminale.