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SPLEENMUSIC

per violino, viola e violoncello
grado di difficoltà: medio
durata: 8’ca.
anno di composizione: 2011
opera di proprietà dell’autore
OPERA DEPOSITATA ALLA SIAE

Consapevole dell’arroganza dell’accostamento l’autore percepisce questa composizione come una trasposizione attuale e cameristica del mirabile e mirifico Preludio per soli archi della Traviata di Verdi. Non solo per la presenza dei soli archi. Da quel Preludio verdiano l’autore fu ammaliato da bambino, poi da adulto. Lo ama tuttora: immensamente. Lo amerà vita natural durante. Non si convinse mai che la musica del Melodramma italiano fosse una musica inferiore a quella cameristica o sinfonica: per la quale nutre metallica stima e propensione. Disprezza invece l’opinione “puristica” di coloro che svalutarono l’opera lirica dei “nostri” autori. Anzaghi condivide l’opinione di G. F. Ghedini secondo il quale l’Italia vantava uno Shakespeare musicale: Giuseppe Verdi.
Se l’ascoltatore di Spleenmusic provasse uno solo dei brividi musicali promananti dal sublime Preludio verdiano, l’autore proverebbe imperitura gratitudine per Verdi ancor prima che per il rabbrividibile fruitore di Spleenmusic.

“Al cospetto dell'irrimediabile declino del Melodramma e del protratto e appagante amplesso che fra Poesia e Musica in esso si consumò, le due Arti s'interrogano, non senza lacrime, sul loro travolgente passato e sui possibili e futuri accoppiamenti. Ancorché stremate dalla reciproca passione che divampò nei purpurei spazi dei Teatri Musicali sette-ottocenteschi, Musica e Poesia perpetuano la memoria di quegli ardori anche quando praticano una sdegnosa solitudine, sempre incoffessabilmente memore di reciproci e appagati desideri. Un infausto destino le separò a dispetto del loro percepirsi inseparabili. Nella Musica pura e nella pura Poesia l'assenza della parola in musica e della musica nella parola parve a critici, anch'essi puri, un conseguimento alto, una conquistata autonomia. Stolti. Il fremito che visitò gli spettatori del Melodramma lo ritroviamo soltanto ritornando in luoghi e tempi che non sono più nostri pur parlandoci essi come se lo fossero. Chi amò il Melodramma non può astenersi dal provocare l'incontro di Poesia e Musica.”