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SEPTUOR
per Fl. (Ott. Fl. in sol), Ob. Cl. Fg. Cor. e Pf. a 4 mani
grado di difficoltà: medio
durata complessiva: 9’30’’ ca.
anno di composizione: 2016-2017
proprietà dell’autore
OPERA DEPOSITATA ALLA SIAE

Il Septuor è la metamorfosi di un precedente brano di Anzaghi intitolato Quatuor pour la fin de l’été. Del precedente Quatuor il Septuor conserva alcuni aspetti ma ne muta il senso incrementando sia la dialettica dei contrasti e che il tono elegiaco di alcuni segmenti formali. Scrivendo del suo Quatuor l’autore segnalava l’adozione di un codice linguistico formalizzato (vedere la sezione del sito: Tecniche Compositive): adozione resa necessaria dall’assenza di un codice musicale socialmente condiviso, sostitutivo della Tonalità. Il codice pitagorico assunto dall’autore è da intendersi come astratta grammatica musicale: suscitatrice di musica e non di ortodossia.

Il brano vivifica se stesso attingendo al dialogo fra la tastiera del pianoforte percosso da quattro mani e i cinque interpreti degli strumenti a fiato. Ad alcuni strumentisti a fiato sono richiesti ricorsi ad altri strumenti della stessa famiglia. Il flautista dovrà destreggiarsi fra Fl. in do, Fl. in sol e Ott. Al clarinettista si chiede di passare dal Cl. in sib al Cl.B. in sib.

Septuor è una composizione che si consegna all’ascolto piuttosto che alla disanima della poetica e delle riflessioni linguistiche. Non è votata alla ricerca che non sia la ricerca di buona musica. Un risultato misconosciuto da coloro che della ricerca hanno sostanziato la loro attività compositiva, meritandosi la qualifica di ricercatori. Ricerca del Nuovo? Il Nuovo non si ricerca. Si trova.