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SEGNI E SUONI

per pianoforte solo
grado di difficoltà: medio-alto
durata: 18’ ca.
anno di composizione: 1983
I esec.: Latina, XX Festival Pontino di Musica, 16.6.1984
Pianista: Bruno Canino
Edizioni Suvini Zerboni, Milano
OPERA DEPOSITATA ALLA SIAE

Bruno Canino


Il manoscritto di Segni e Suoni porta la data: “novembre 1983”. Nella prima pagina - massimamente pausata - confluiscono alcuni ricordi dei Due Intermezzi dell’autore. Numerosi e prolungati trilli e tremoli donano un che di equoreo all’inizio. Il carattere di onirica rapsodia è molto pronunciato. Il tempo degli orologi è sospeso. Al suo posto è presente un tempo soltanto soggettivo, sostanziato di gesti “oggettivamente” irrelati ma immersi in un’avvolgente soggettività.
Nel corso del pezzo zone più fitte di eventi sono attraversate. Ma la sospensione del tempo è comunque costante e radicale. Questa sospensione concorre ad apparentare questa esperienza a quegli autori nord-americani che come M. Feldman e E. Brown hanno regalato alla musica (dopo l’esempio massimo di C. Debussy) un tempo non lineare, non orientato, di ascendenza orientale.