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PRI-TER

per quartetto d’archi
grado di difficoltà: alto
durata: 6’ ca.
anno di composizione: 1993
Edizioni Suvini Zerboni, Milano
(le parti sono disponibili a noleggio)
OPERA DEPOSITATA ALLA SIAE


Il titolo del quartetto allude alla collocazione che questa composizione ha nella evoluzione dell’autore. Si tratta del PRImo dei tre quartetti scritto adottando un nuovo codice musicale (sconosciuto agli altri due precedenti intitolati: Labia e For Four) ma TERzo nella cronologia dei quartetti dell’autore.
Il nuovo codice fu adottato a partire dal 1984. Dopo una stagione compositiva caratterizzata da un'aura di soave oniricità (Soavodia, per Cl. e Pf.; Eco, per Vc. e Pf.; Ermosonio, per orch.; Mitofania, per ensemble; ecc.), e dopo una serie di pezzi che avviarono un distacco e un commiato da quella eufonia (For Four, per quartetto d'archi; Rapsodia, per due pianoforti; ecc.), nel 1984, con la stesura di Halpith, per flauto solo, iniziò una diversa concezione dei procedimenti compositivi, che s’immaginarono proiettati su uno schermo simbolico basato sulla geometria del "centro".
Tale concezione scaturisce, nei suoi aspetti elementari, dalla natura degli intervalli del sistema temperato (siano essi melodici o armonici), che si distinguono per essere costituiti da un numero pari o dispari di note della scala cromatica. Nel caso dell'intervallo pari, questo si suddivide in due sottointervalli d’ampiezza uguale, senza che da tale suddivisione scaturisca un suono intermedio e “centrale”. Ma nel caso dell'intervallo costituito da un numero dispari di note della scala cromatica, la predetta divisione non è possibile giacché la disparità delle note della scala cromatica non ne consente la suddivisione in parti uguali (almeno nel sistema temperato). L'intervallo dispari consente però un'altezza intermedia, equidistante dagli estremi dell'intervallo stesso, che risulta così "mediato” da un "centro". Questo "centro", in virtù della posizione "privilegiata", diviene occasione per molteplici operazioni, di evidente significato metaforico. La descritta orditura dei suoni è estesa alle durate (le cui pulsazioni all'interno di una unità di tempo possono essere di numero pari o dispari) ed è la fonte a cui attinge l'invenzione del pezzo.
Nella pagina precedente l’inizio di PRI-TER sono mostrati i “Sistemi di riferimento di tutte le strutturazioni del pezzo”. Nella stessa pagina appaiono la “Prima Sequenza dei luoghi strutturali concentrici” e la “Seconda Sequenza”.
Tutta la insolita grafia del quartetto è tale da rendere più facilmente comprensibile l’intimo sistema del quartetto.