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ONIRAMA

per soprano e pianoforte, su testo dell’autore
durata: 12’ ca.
anno di composizione: 1980
I esec.: Lyon, Auditorium M. Ravel, 14.2.1981, sopr. L. Poli, pf. B. Canino
Edizioni Suvini Zerboni, Milano
MUSICA E TESTO DEPOSITATI ALLA SIAE


Onirama (“ciò che si vede e dunque s’ode, in sogno”) è un episodio dell’opera Il Luogo della Mente (I), alla quale il compositore lavorò a decorrere dal 1976. Provvisto di sufficiente e molteplice autonomia (l’accompagnamento pianistico non è trascrizione dall’orchestra; i versi non hanno funzione drammatica), Onirama manifesta con bastevole chiarezza un orientamento teso ad estrarre un’aura diatonica da procedure compositive cromatiche e formalizzate. Il pezzo si colloca in una prospettiva di commiato dalle avanguardie e di fervida individuazione d’altre possibilità.
Nel 1981 Onirama fu eseguito per la prima volta all’Auditorium M. Ravel di Lione dal soprano Liliana Poli e dal pianista Bruno Canino.

Liliana Poli

Onirama
(testo di Davide Anzaghi)


Sogno: è giorno, d’autunno e livido,
e d’astri ed ore e suoni esausto:
un giorno che avverto già stato,
un tempo…e il Tempo ora qui torna
recando in sogno il caso strano:
dinnanzi ad un giardino stavo
e pallide forme di alberi
nella nebbia guardavo struggersi
e oppresso sentivo quel posto…
In piedi, accanto alla finestra,
mi stordiva a lungo un impulso:
perdermi…laggiù…fra la bruma…
Incerta se quel luogo noto
fosse reale e nella veglia
(ma intorno era nebbia e silenzio)
o se a mostrarsi fosse un sogno
(ch’io addormentata facevo?
che altri stava forse sognando?)
fissavo l’uggioso giardino
del tutto incapace di muovermi…
Su tutto pesava un presagio
(ma quale non so ricordare):
…qualcosa, qualcuno sembrava
volesse condurmi lontano:
là, dov’è il Luogo della Mente.