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LIRICHE GIOVANILI

per soprano e pianoforte
anno di composizione: 1960
Giorno d’autunno: su testo di R. M. Rilke (1875-1926)
Matin su testo francese di M. Longhi
Quattro sospiri: su testo di L. Giustinian (1388-1446)
grado di difficoltà: facile
opera di proprietà dell’autore
OPERA DEPOSITATA ALLA SIAE


Le Liriche giovanili furono composte durante il corso superiore di Composizione frequentato dall’autore e segnalate al concorso “G. Puccini” riservato agli alunni degli ultimi corsi di composizione iscritti nei Conservatori di musica italiani ed a compositori che si fossero diplomati dal 1960 al 1964.

Giorno d’autunno
R. M. Rilke (1875-1926)

Signore: è tempo. Grande era l’arsura;
Deponi l’ombra sulle meridiane,
libera il vento sopra la pianura.

Fa’ che sia colmo ancora il frutto estremo;
concedi ancora un giorno di tepore,
che il frutto giunga a maturare, e spremi
nel grave vino l’ultimo sapore.

Chi non ha casa adesso, non l’avrà.
Chi è solo a lungo solo dovrà stare,
leggere nelle veglie, e lunghi fogli
scrivere, e incerto sulle vie tornare
dove nell’aria fluttuano le foglie.
(traduzione dal tedesco di Giaime Pintor)

 

Matin
M. Longhi

Dans le matin il y a des pas
qui furtivement, là-bas,
vont ensemble.

Ces sont les pas des amoureux
qui ont brodé de petit jeux
leur nuit tendre.

Le jour leur ouvre ses portes
d'or, son quotidien secret.
Helas, mes illusions sont mortes,
mon coeur déborde de regrets.

Comme l'étoile du matin
brille l'amour sur leur chemin
de lumière.

Je me vois bien comme je suis,
comme la vie m'a reduit;
désespéreé.

Le Jour leur ouvre ses portes d'or...
Printanier desir de toi
je suis seul; la nuit emporte
avec elle, mon ancienne foi,

Dans le matin il y a des pas
qui furtivement, là-bas,
s'accompagnent.

Ce sont les pas des amoureux...
Mon coeur ecoute leur bruit joyeux
qui s' eloigne.


Quattro sospiri
Leonardo Giustinian (1388-1446)

Quattro sospiri te voria mandare,
e mi, meschino, fussi ambassadore.
Lo primo si te degia salutare.
lo secondo te conti el mio dolore,
lo terzo si te degia assai pregare
che tu confermi questo nostro amore;
e lo quarto io te mando inamorato:
non me lassar morir disconsolato!