<< Torna a Catalogo Opere

HALPITH

per flauto solo
durata: 10’ ca.
anno di composizione: 1984
I esecuzione: Mario Caroli
Edizioni Suvini Zerboni, Milano
esiste la registrazione live
OPERA DEPOSITATA ALLA SIAE


Con Halpith per flauto solo, composto nel 1984, ha inizio una nuova fase compositiva caratterizzata dall'adozione di un codice numerico - di ascendenza pitagorica - e da una scrittura ricca di gesti strumentali fisionomici, inseriti in un contesto dialettico.


I procedimenti compositivi, s’immaginano proiettati in un contesto simbolico basato sull'idea di "centro". Tale concezione scaturisce, nei suoi aspetti elementari, dalla natura degli intervalli (siano essi melodici o armonici), che si distinguono per essere costituiti da un numero “pari” o “dispari”di note contigue della scala cromatica. Nel caso dell'intervallo “pari”, questo si suddivide in due sottointervalli d’ampiezza uguale, senza che da tale suddivisione scaturisca un suono intermedio e centrale. Ma nel caso dell'intervallo costituito da un numero “dispari” di note, la predetta divisione non è possibile giacché la disparità del numero delle note non ne consente la suddivisione in parti uguali (almeno nel sistema temperato): l'intervallo “dispari” ammette però un'altezza intermedia, equidistante dagli estremi dell'intervallo stesso, che risulta così mediato da un "centro". Questo "centro", in virtù della posizione privilegiata, diviene occasione per molteplici strutturazioni, di evidente significato simbolico. La descritta orditura dei suoni è estesa alle durate (le cui pulsazioni all'interno di una unità di tempo possono essere di numero pari o dispari) ed è la fonte a cui attinge l'invenzione del pezzo.


In precedenza l'autore aveva prediletto le atmosfere oniriche e attonite, testimoniate da composizioni come Soavodia, per clarinetto e pianoforte, Mitofania, per ensemble, Aur'ore, per coro e orchestra, ecc.


Il pezzo impegna strenuamente l'esecutore che deve superare le molteplici difficoltà del pezzo per non restare intrappolato nella rete virtuosistica della composizione