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GUITARE D’ANTAN (I – III)

tre brani tonali per chitarra sola
grado di difficoltà: medio
durata individuale:
Guitare d’antan I: 4’ ca
Guitare d’antan II: 3’ ca
Guitare d’antan III: 3’ ca
anno di composizione: 2009-2010
(proprietà dell’autore)
OPERA DEPOSITATA ALLA SIAE

L’autore ha della propria scrittura una concezione artigianale secondo la quale si scrive anche per se stessi. Ma non soltanto. Se un committente chiede ad un compositore un brano tonale non sussiste giustificazione alcuna che vieti di accogliere l’invito. Un bravo artigiano è in grado di assolvere il compito senza consegnarsi al meretricio. La banalità di tanta musica tonale contemporanea ha il suo tumore nella banalità. Non nella tonalità della quale, peraltro, non si suggerisce il trapianto nel presente. Ma senza vomitivi conati ideologici. A meno che la propria identità artistica coincida a tal punto con un codice ed uno soltanto da impedirne la fuoriuscita in direzioni varie. Vizio accademico. Rigidezza funesta che proietta la propria ombra sulla musica colta contemporanea aduggiandone la solipsistica e scolastica esistenza. Frusta accademia: neo e vetero.

I tre brani di Guitare d’antan sono un’esercitazione di stile nella quale migra però il thrill dell’autore: incline allo spleen e alla soavità. Quella soavità che aureola i comportamenti del personaggio scespiriano di Ofelia. Non gridare il dolore ne amplifica il messaggio. Assuefatti alla iperbole conviene rivalutare la reticenza.