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ECO

tre pezzi brevi per violoncello e pianoforte
grado di difficoltà: medio-basso
durata: 9’ ca.
anno di composizione: 1980
I esecuz.: Siena, Accademia Chigiana, 25.8.1981
vc. A. Meunier, pf. M. I. De Carli
edizioni Suvini Zerboni, Milano
esiste la registrazione live
OPERA DEPOSITATA ALLA SIAE




In Eco affiora il ricordo di talune musiche dell'infanzia, ambientate in un contesto nel quale l'arcana sonorità del carillon modella la scrittura del pianoforte. A evocare un'acustica surreale concorre il ruolo del violoncello, raggelato in poche note di un canto anomalo, privato di ogni consistenza reale e udito come in eco, notturno e onirico.
La probabile lievità dell'esito promana anche da una rigorosa orditura delle altezze (sempre le stesse in ogni "regione", che le propone vincolate ad un solo registro): è questa una cifra linguistica delle opere di Anzaghi, tutte basate su un’analoga concezione, secondo la quale diatonismo e organizzazione delle altezze, di ascendenza strutturale, trovano una loro possibile convergenza.
Il pezzo scritto per il violoncellista Alain Meunier che lo ha sollecitato, è dedicato allo stesso strumentista, al quale sono affidate rare ed evocative note.