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BRIN


per flauto e pianoforte
grado di difficoltà: medio-alto
durata: 5’ ca.
anno di composizione: 2007
opera di proprietà dell’autore
pubblicata in questo sito nelle Musiche in formato pdf

OPERA DEPOSITATA ALLA SIAE

Composizione concepita con slancio vitale. Nel divenire del pezzo ricorrono icastici spunti ritmici e, verso la conclusione del pezzo, situazioni di accentuata omoritmia. L’impressione suscitata da Brin è di gioiosa esuberanza, pausata da brevi effusioni liriche. Il decorso del brano non scaturisce da una prevista tattica formale (mai praticata dall’autore) ma da imprevisti collegamenti contingenti che dotano la composizione di una apparente fragranza improvvisativa alla quale si perviene con procedure niente affatto improvvisate: una vegetazione “spontanea” riottosa alle potature geometrizzanti ma sensibile al sole, al terreno, agli ostacoli e a quanto ne determina la crescita: a prescindere dal cartesiano giardiniere Una forma dunque non intenzionale ancorché iperdeterminata. Questa inintenzionalità della poetica di Anzaghi elude lo sviluppo formale preordinato per privilegiare il Caso.

Il DNA della composizione è rinvenibile nella esoterica, sistematica e onnipervasiva struttura della Serie, analizzata nella sezione Tecniche compositive di questo sito.