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ANCO

per orchestra da camera
(opera commissionata da “I Pomeriggi Musicali di Milano”)
grado di difficoltà: medio-alto
durata: 20’ ca.
anno di composizione: 1984
prima esecuz.: Milano, Pomeriggi Musicali, 30.3.1985 – dir. P. Bellugi
Edizioni Suvini Zerboni, Milano
(le parti sono disponibili a noleggio)
(2.2.2.2. - 2.2.0.0. - Perc. [Tp., Gc., 5 Ps., Tt., Tamb., 2 Trg., Glock., Cp.] - A.)
OPERA DEPOSITATA ALLA SIAE

Dopo una stagione compositiva caratterizzata da un'aura di soave oniricità (Soavodia, per cl. e pf.; Eco, per vc. e pf.; Ermosonio, per orch.; Mitofania, per ensemble; ecc.), e dopo una serie di pezzi che avviarono un distacco e un commiato da quella eufonia (For Four, per quartetto d'archi; Rapsodia, per due pianoforti; ecc.), nel 1984, con la stesura di Halpith, per flauto solo, inizia una diversa concezione dei procedimenti compositivi, che s’immaginano proiettati in un contesto simbolico basato sulla suggestione del "centro".
 Tale concezione scaturisce, nei suoi aspetti elementari, dalla natura degli intervalli (siano essi melodici o armonici), che si distinguono per essere costituiti da un numero “pari” o “dispari”di note della scala cromatica temperata. Nel caso dell'intervallo “pari”, questo si suddivide in due sottointervalli d’ampiezza uguale, senza che da tale suddivisione scaturisca un suono intermedio e centrale. Ma nel caso dell'intervallo costituito da un numero “dispari” di note della scala cromatica temperata, la predetta divisione non è possibile giacché la disparità non ne consente la suddivisione in parti uguali (almeno nel sistema temperato): l'intervallo “dispari” consente però un'altezza intermedia, equidistante dagli estremi dell'intervallo stesso, che risulta così mediato da un "centro". A titolo di esemplificazione: se si divide per 2 un intervallo costituito da 25 note cromaticamente contigue, si ottengono due intervalli di 12 note cromatiche ciascuno, più una nota che è collocata al “centro” del primitivo intervallo “dispari”: 1-12, 13, 14-25. Questo "centro", in virtù della posizione "privilegiata", diviene occasione per molteplici operazioni, di evidente significato simbolico. La descritta orditura dei suoni è estesa alle durate (le cui pulsazioni all'interno di una unità di tempo possono essere di numero “pari” o “dispari”) ed è la fonte a cui attinge l'invenzione del pezzo. Chi ambisse meglio conoscere il sistema appena lumeggiato consulti il Codice compositivo pitagorico-seriale illustrato nella sezione Tecniche compositive di questo sito.

Piero Bellugi

Su queste cospicue tracce si muove l'itinerario formale di Anco, terzo dei lavori di tale concezione, scritto dopo Halpith, per flauto, ed Elan, per ensemble e commissionato dall’ente I Pomeriggi Musicali. di Milano. La forma complessiva del pezzo è tripartita (Prima Parte, Interludio, Seconda Parte) e rieccheggia la trama di intervalli e durate collocando al "centro" il breve Interludio per oboe e campane e ai lati le parti Prima e Seconda: le quali hanno fra loro soltanto simmetrie implicite, mai tali da divenire ripresa formale, d'ascendenza neoclassica. La Prima Parte del pezzo attraversa cinque episodi, ciascuno dei quali è affidato ad un gruppo differente di fiati (più percussione) che al termine dell'itinerario loro assegnatocedono il ruolo agli archi che rispondono ad ogni episodio dei fiati. Il titolo del pezzo trae infatti spunto dalla quintuplice contrapposizione fra ANtecedenti dei fiati e COnseguenti degli archi, contrapposizione che costituisce l'ossatura della Prima Parte di Anco. Nel corso di questa Parte l'orchestra non suona mai insieme: è infatti sistematicamente scomposta in fiati e percussione, da una parte, e archi, dall'altra.

Al termine della Prima Parte un Interludio destinato a oboe e campane conduce alla Parte Seconda, dove l'orchestra, per la prima volta, suona nella sua completezza. La presenza dell'ottavino, mai udito prima e con un ruolo onirico, concorre alla nuova fisionomia della Parte Seconda. Se la Parte Prima  aveva un prevalente carattere concitato, la Seconda Parte, che rielabora in modo esoterico alcuni aspetti della precedente, mostra una attitudine più vaga e sognante: la coesistenza di tutte le componenti dell'orchestra non esaspera i contrasti precedenti, ma, al contrario, li compone in un quadro sospeso e attonito.

Di Anco Gabriella Mazzola ha scritto:

«…Anco di Davide Anzaghi è stata la novità assoluta che ha aperto il programma dei Concerti al Conservatorio per i Pomeriggi Musicali.
Anzaghi, milanese di nascita e di studi, sviluppa da sempre con grande coerenza un suo pensiero che negli anni ha poi trasformato in un linguaggio denso e personale…
Anco, commissionato dai Pomeriggi Musicali e dedicato a Gianpiero Taverna, è un lavoro complesso, nel quale emerge nitidamente l’abilità …dell’autore.
La densità di questa pagina è comunque costante e libera da certe astrazioni e da certi futili decoratismi ed è complessivamente graffiante e interessante, non solo per l’impianto armonico, ma anche per certi inserti ritmici».